SCORZE' PAESE D'ACQUA, MOTORI E SAPORI

LA SCOMMESSA

puo' un paese trafficato, stanco, sonnacchioso e rassegnato cambiare destino completamente? e in che direzione? e a chi spetta cambiare? cosa facciamo noi cittadini oltre a lamentarci o a prendere atto delle scelte altrui? e cosa facciamo per proporre alternative o idee migliori?
ho fatto un sogno, ho sognato un viaggio fuori dal tempo, ed al mio ritorno il mio paese era cambiato totalmente.... un incubo al contrario.... paurosamente bello.
spezzetterò il sogno in piccoli argomenti, ed a ogni argomento vorrei si aggiungessero idee, proposte e mille tasselli.
forse il mio sogno è anche quello di qualcun altro, forse non sono solo, forse il mio sogno può migliorare mescolandosi ad altri sogni.....
ed il risultato sarà una ricetta, una cura, un sistema, un metodo... ed una volta definito il metodo cerchiamo di lavorarci sopra, e forse il sogno non sarà più tale.

Scorzè può e vuole cambiare, decidiamo come.

29 agosto 2008

LETTERA DI UNA CITTADINA scritta il 9 giugno

Piccola parentesi goliardica che fa moda: la sindachessa ormai è riuscita ad aizzarsi contro una così nutrita folla scalpitante che chiede le sue dimissioni da essermi diventata simpatica. Mi sembra un escamotage per smascherare la massa di benpensanti che finalmente trova un argomento su cui discutere, profetizzare e alla fine emettere giudizi. Dei quali è inequivocabilmente sicura perché su di un argomento leggero è molto più facile formulare opinioni e aver voglia di urlarle, mentre per gli argomenti più scomodi o estratti dal mare magnum della politica locale sono sempre gli stessi che continuano a urlare le solite sentenze. Che il clima cambi, che i dati smentiscano, che la gente scelga nuovi partiti, sembra che le verità indiscutibili siano in dotazione alle stesse vecchie fazioni. Ma soprattutto che in mano loro siano i mezzi per assicurare un subdolo ostracismo o, in parole povere, un efficace tappo per la strabordante voglia di andare avanti liberandosi dei piccoli imperatori di un paio di anni fa. Io mi chiedo in quanti sanno. Cioè in quanti in realtà in cuore loro sanno come stanno le cose, “la verità”, non quella che varia a seconda di chi sia l’interlocutore, ma quella univoca e insindacabile. A me sembra che ci siano molte più persone di quante sono già state messe con le spalle al muro che non credono a quello che loro stesse dicono. Ovviamente chi non lo fa è perché ha interessi in ballo, convenienze o privilegi da non perdere, possibili guadagni. Per mandare avanti un paese, anche piccolo, serve una maggioranza, un sindaco e una minoranza che rappresenta gli elettori insoddisfatti alle elezioni, ma che hanno il diritto di essere rappresentati ugualmente a livello politico. È successo ad un certo punto che la maggioranza non raggiungesse la metà più uno, indispensabile per essere operativa, a causa di un malato e un defezionista (traditore?). La minoranza poteva scegliere se cercare di collaborare per lo stesso fine – mandare avanti scorzè – o piuttosto mandare a casa la maggioranza. Non essendoci i mezzi legali per defenestrare sindaco e colleghi ha pensato che fosse cosa buona e giusta boicottare i consigli comunali, unica sede esecutiva di ogni decisione. Succedeva dunque che per impedire decisioni e svolte, la minoranza che aveva il diritto/dovere di rappresentare chi l’aveva votata si alzasse e uscisse. Per un anno circa è successo questo. Poi l’epilogo che ormai in più versioni è di dominio pubblico: minoranze a casa. Peccato che partendo da dati certi non ci dovrebbe essere possibilità di libere interpretazioni. Invece piace fantasticare, cambiare numeri, cambiare motivazioni, dare nuove versioni. Sta di fatto che le prime decisioni prese dal primo consiglio comunale epurato da coloro che impedivano di lavorare riguardavano l’apertura di una nuova farmacia a Cappella che era l’unica frazione ad esserne sprovvista e come dovesse perfezionarsi il sistema di nettezza urbana grazie a nuovi tragitti. Mi pare siano questioni di pubblica utilità e beneficio, chi in cuor suo potrebbe sentirsi di strumentalizzare e limitare l’intera popolazione di Scorzè a favore della sua causa politica? Ultimo argomento approvato è stata la proposta per la variazione del piano regolatore e scelgo di parlare di questo poiché riguarda il mio settore, così da supplire alla mia giovane età con un minimo di esperienza formata con lo studio e i primi anni lavorativi. Mi sembra atteggiamento umile e coscienzioso. Se tutti si occupassero e parlassero di argomenti di cui sono in grado di formulare opinioni personali o anche più banalmente riportare opinioni di altri ma in modo corretto, utilizzando termini “del mestiere”, dopo aver studiato, essersi impegnati per non incorrere nel grave errore di disinformare, pilotare o peggio plagiare, credo che ci si possa sentire più salvaguardati. Chiaro che è impossibile perché la disinformazione è nell’aria. Tv, radio, giornali ci danno notizie sbagliate, ma ci sono mezzi per accorgersene ogni tanto. È più difficile farlo in ambiti ridotti. In un comune non c’è una rete capillare di informazione se non quella del tipo “ciaccola”. Fatta al bar, in piazza, o in consiglio comunale, sempre ciaccola è. I pochi articoli che appaiono sui giornali sono di parte. Strano vedere che nel tal giornale c’è sempre la stessa persona che parla, ovvio a favore di se stessa. Magari le persone e le parti si alternano, ma solo la notizia della sindaco che scrive un libro osè fa discutere e scatena discussioni bipartisan. Allora parliamo della questione urbanistica. Il piano Caprioglio era un piano datato. Si può riassumere così (senza offendere chi per esprimere il concetto utilizza termini più aulici): l’arch. Caprioglio per sistemare il centro-cuore palpitante scorzetano donava metri cubi costruibili (traducibili in euro sonanti) spalmandoli tra le varie proprietà come incentivo per la demolizione e la nuova ricostruzione dei fabbricati obbligatoriamente sui sedimi da lui indicati. Com’è come non è, facendo un rapido calcolo, lui indicava una superfice max e un’altezza max, dalla cui moltiplicazione non poteva risultare il vol max che veniva concesso. Una soluzione per venirne a capo nasceva dall’unione di edifici di più proprietà, in modo da non dover rispettare le distanze tra un fabbricato e l’altro obbligatorie per legge riuscendo così a beneficiare di tutta la cubatura distribuendo la maggiore superficie edificabile sul lotto. Ora sembra chiaro che 15 anni dopo il piano già lacunoso doveva essere rivisto. I presupposti erano questi: il 70% delle abitazioni presenti nell’area compresa tra chiesa, municipio erano -come lo sono tuttora- disabitate, fatiscenti o baracche. I marciapiedi inesistenti - non a caso nell’incrocio davanti alla chiesa muoiono mediamente una o 2 persone all’anno. Tutte questioni già sentite. il nuovo piano Caprioglio a causa delle limitazioni intriseche ha portato alla presentazione di un progetto, dall’altro lato della chiesa, di un fabbricato in fregio alla strada più lungo di un centinaio di metri, alto tre e quattro piani. Cosa significa? Un condominio che “gode” del panorama della trafficatissima strada regionale e che sul retro ha i parcheggi. Certo provvisto di portici, ma la passeggiata sarebbe stata adiacente al traffico stradale. La nuova giunta ha pensato di bloccare tutto, rendendosi conto che con uno strumento come il vecchio piano Caprioglio si poteva fare poca strada. Il nuovo progetto invece era diverso: non lo descrivo, ma preferisco descrivere le modalità con cui uscì allo scoperto. Non manovra dissimulata, non vie sottobanco, ma presentazione pubblica organizzata per la cittadinanza al cinema Elios poiché il progetto era per la cittadinanza e fatto da un cittadino scorzetano. Non da un tecnico estraneo incaricato, ma da un cittadino appassionato che ha messo a disposizione gratuitamente i suoi studi, la sua esperienza e professionalità per trovare una soluzione alternativa e dimostrare che forse si poteva fare meglio. O quanto meno limitare i danni. Ovvio che il progetto non era né per maggioranza, né per minoranza, ma per chi sceglieva di sposarlo. Fatto sta che alcuni delle minoranze invitati a conoscerlo non hanno nemmeno voluto sapere di cosa si trattava. E quali sono stati i commenti del giorno dopo? In prima battuta l’appiglio è stato la rotonda. Elemento visibilissimo e da tutti riconoscibile anche senza perdere molto tempo per studiare il progetto. Per fortuna l’argomentazione è caduta presto, forse perchè hanno ripetutamente sottolineato che trattasi di un progetto della Veneto Strade che semplicemente l’architetto ha preso realisticamente come dato di fatto, come normalmente si fa. Secondo punto dolente: il grattacielo rovina lo skyline di Scorzè. Il grattacielo è una torre (anche volgarmente detta condominio) alta sette piani (uno in meno del condomino volgarmente detto Moroni). Perché allora chiamarla grattacielo? perchè anche chi è di settore continua a definirla impattante quando molto più impattante è il sostantivo con cui si sceglie di chiamarla? Altro grande scoglio: “la Soprintendenza ha delle riserve”. La Soprintendenza che ovviamente è stata interpellata, come prassi, ha verificato venisse rispettato il vincolo che dice esattamente che non possono esserci edifici che superino l’altezza dei monumenti circostanti. Questo viene verificato. Il grattacielo di ben 7 piani è distante un centinaio di metri dalla chiesa, dunque? è ancora un problema? perché i giornalisti continuano a scrivere che ci sono riserve della Soprintendenza? o alla base c’è una cattiva comprensione (dunque poca professionalità del giornalista) o la meta è una cattiva informazione e questo invece unisce alla poca professionalità anche manovre politiche e interessi manipolatori. Infine c’era chi non si rompeva molto la testa per cercare argomentazioni per attaccare il progetto e semplicemente tagliava la testa al toro dichiarando la certa presenza di fantomatici trucchi.
Perché nessuno ha voglia di fare il salto e immaginare che cosa significa togliere volume in basso e trasferirlo in alto: spazio per camminare, verde, fontane, panchine, ombra, passeggiate, d’accordo che a scorzè non c’è l’abitudine di pensare anche al cittadino e al suo diletto, ma prima o poi qualcuno inizierà a vederla un po’ più lunga del proprio naso. Gira voce che a Scorzè nessuno abbia voglia di passeggiare alla domenica, né sia una meta per un qualsiasi sabato pomeriggio. Ma allora perché non ammettere che forse una nuova conformazione, nuovi servizi, nuove opportunità possano portare soltanto benefici rispetto a ciò che ha portato il già conosciuto e sperimentato disastro edilizio del centro? Non ultimo il palazzo bianco e rosso che si rifà a stilemi della tradizione classica nostrana con l’immancabile leone che per estrosità volge le terga e non il saluto alla Serenissima Venezia che è stato costruito a 1, 2m dalla strada. Chiaro che non essendo abusivo implica l’approvazione della precedente Amministrazione Comunale. Possibile? Ma il popolo scorzetano ha voglia di essere preso in giro? vuole che vengano propinate false testimonianze ogni giorno a salvaguardia di una minoranza che da una situazione politica cerca il massimo profitto? perché non far passare la proposta di cambiamento del nuovo piano regolatore? quali sono i veri motivi che stanno alla base del contrasto incondizionato ad un progetto che sorge da un interesse appassionato (che in effetti di questi tempi può risultare incomprensibile ed irreale)? se solo qualcuno si sforzasse di conoscerlo andando un po’ più a fondo senza sparare a zero ancora prima di comprendere la materia potrebbe scoprire qualcosa di veramente interessante.

Black Mamba

14 ottobre 2007

10) ACQUA, SORGENTE DI VITA E RICCHEZZA

Scorzè, il paese dell'acqua. Acqua che da noi è sinonimo di ricchezza, di lavoro, di industrie e relativo indotto, di prodotti agricoli selezionati e relativo commercio e feste a tema.... volenti o nolenti non c'è famiglia che all'acqua non debba qualcosa anche senza addentrarsi in biochimica e anatomia cellulare...
Acqua quindi veicolo per migliorare la vita di un territorio e dei suoi abitanti, acqua che merita un tributo, acqua in cui identificarsi.
Una Scorzè città dell'acqua deve rendere onore all'elemento che la caratterizza, mettendolo in mostra in centro, realizzando fontane e zampilli, illuminandola di notte e traendone refrigerio di giorno, suggerendo forme e colori d'acqua all'architettura e al territorio.
E un paese così pensato, modificato e realizzato diventa ineluttabilmente meta di passeggiate di curiosi romantici e di serate all'aperto, di socializzazione in piazza e vitalità al commercio e alla ristorazione, diventa meta alternativa alla serata sul lungomare, alla rocca o ai colli, traendone tutti i benefici che il turismo giornaliero porta alla comunità.
Ecco perchè, come biglietto da visita per Scorzè, io penso a fontane fiorite ed illuminate nelle rotonde di ingresso al paese, a colorati zampilli in piazza, a giochi di luce e acqua ovunque ce ne sia lo spazio, per caratterizzare il nostro territorio e mettere l'accento su una vocazione turistica oggi latente, ma che al suo manifestarsi potrebbe trarre e dare enormi vantaggi al paese a tutti i livelli.

12 ottobre 2007

9) L'ECOLOGIA E' IL FUTURO DEL MONDO

Defiscalizzazioni opere ecologiche



Dovranno risultare vantaggiose per i cittadini le installazioni di ogni apparecchiatura atta a diminuire consumi energetici e relativi inquinamenti.
Tra le apparecchiature in esame figurano i pannelli solari per la produzione di acqua calda, i pannelli per la produzione di energia elettrica, le sonde geotermiche per produzione di riscaldamento e raffrescamento, le caldaie e gli impianti a biomasse.

Allo stesso modo vanno dati vantaggi a chi al momento di costruire utilizzi per superfici a terra materiali ad alto assorbimento atto a contenere le prime pioggie, o installi nel sottosuolo vasche di contenimento utili allo stesso scopo; da tali invasi sarà inoltre possibile ricavare acqua per irrigazione, per antincendio e differenza termica per impianti di raffrescamento e riscaldamento

8) DIAMOCI UNA MANO A COSTRUIRE MEGLIO

OBBLIGHI AI COSTRUTTORI



1) Utilizzo di materiali che diano massimo isolamento termico e acustico

2) realizzazione di pavimentazioni esterne e parcheggi con materiali ad alto assorbimento idrico ed a lentissimo rilascio

3) utilizzo per le nuove abitazioni almeno del 50% di energia pulita: pannelli solari, pannelli termici, sonde geotermiche, possibile un adeguamento delle vecchie abitazioni in circa 15 anni

4) Utilizzo di sciacquoni a doppio comando che consentono il risparmio di oltre il 50% di acqua.

5) Studiare la possibilità di utilizzare acqua piovana filtrata almeno per gli sciacquoni, l’irrigazione ed i lavaggi delle automobili, ma può essere ideale anche per lavatrice e lavaggio panni.

6) Realizzazione (edilizia artigianale ed industriale) di vasche di raccolta prime pioggie sopra il livello del suolo, in colonne o cavedii stagni, e conseguente riutilizzo di tali acque per impianti, wc, lavaggi, irrigazione. Buona cosa il rilascio di tali acque durante periodi non piovosi o prima di un temporale.

7) Vetrocamera per tutte le finestre e cappotti di spessori idonei al totale isolamento dall’esterno.

11 ottobre 2007

7) OPERE PUBBLICHE E RISORSE COLLETTIVE

PEREQUAZIONE EDILIZIA


Molte delle risorse della comunità deriveranno dalla perequazione edilizia, ossia quel sistema che consente di ottenere da chi si occupi di edilizia a tutti i livelli, proporzionalmente a quanto chieda di realizzare, opere pubbliche o finanziamenti per la comunità.
Moltissime opere difficilmente realizzabili con fondi comunali potranno arrivare a compimento grazie all’impegno di imprese e privati.
Tale metodo, già collaudato in passato porterà a Scorzè grandi vantaggi quali: impianti sportivi e piscine, fontane e marciapiedi, centri sociali e sede associazioni, piazze e migliorie alla viabilità, contributi alle associazioni ed al volontariato, attrezzature per scuole e protezione civile, messa a dimora di verde pubblico, donazione di aree verdi e loro manutenzione oltre ad una serie interminabile di lavori pubblici di ogni genere.
Di grande importanza sarà la possibilità di ottenere dai costruttori una serie di piccoli o medi appartamenti (uno o due ogni zona residenziale) per affrontare emergenze abitative evitando la creazione di zone specifiche con conseguente ghettizzazione e degrado, anzi, favorendo l’integrazione di nuclei familiari meno fortunati.

6) ASSOCIAZIONI CENTRO DI SPORT CULTURA VOLONTARIATO

Sportive Culturali Volontariato



Uno dei vanti del paese sono e saranno le associazioni, serie e numerose sul territorio.

Ad esse saranno messe a disposizione sedi adeguate in un apposito centro realizzato con la perequazione edilizia e destinato ad essere il cuore pulsante dello sport, del volontariato, della protezione civile e della cultura.
Tale struttura sarà composta da una quindicina di aule ad uso esclusivo delle associazioni maggiori atte a contenere una trentina di persone ognuna, cinque aule in comproprietà tra due o più associazioni minori, due aule per riunioni occasionali e due aule in grado di ospitare assemblee o riunioni particolarmente numerose.
La struttura sarà munita di porte di sicurezza, antifurto ed impianto di videosorveglianza sulle parti comuni, al fine di scongiurare vandalismi o usi inappropriati, e di una saletta caffè con macchinette automatiche, qualche tavolo e sedie per le pause.
Grande attenzione sarà riservata all’attività di ogni singola associazione e grande disponibilità da parte dell’amministrazione nel dare e ricevere lustro dalle molteplici attività, con assessorati ed uffici attivamente impegnati alla riuscita delle manifestazioni.
Alcuni eventi (raduno club ciclistico, giornata della protezione civile, giornata ecologica, due giorni motoclub, festa dello sport, scorzémotori, rally, premio di poesia, torneo calcistico notturno, ed altre manifestazioni) saranno incentivati e seguiti fino a divenire eventi di portata nazionale, e tutto il paese dovrà trarre benefici dall’afflusso delle persone che interverranno da spettatori o partecipanti alle varie singole feste.
L’assessorato al turismo, quello allo sport e quello alla cultura dovranno sinergicamente attivarsi per promuovere ed incentivare tutte le manifestazioni, cercando fondi, incentivi e dando massima collaborazione alle associazioni e gruppi sportivi.
Sarà creato all’uopo un fondo cassa col quale acquistare strutture, gazebo, transenne, espositori e quant’altro sia utile allo svolgimento degli eventi.
Tale fondo sarà gestito dall’amministrazione e sostenuto da sponsor e dalle associazioni stesse, dividendo costi fissi e garantendosi l’utilizzo dei beni comuni.
La sensibilità dei commercianti e degli sponsor sarà attenta in quanto ogni manifestazione in paese si traduce in lavoro e quindi in incassi superiori.
Un apposito sito comunale darà visibilità a tutti gli eventi in ordine cronologico e un periodico trimestrale sponsorizzato sarà distribuito ai residenti ed ai comuni limitrofi con i calendari delle manifestazioni.

5) VIVIBILITA' E SICUREZZA STRADALE

UN ANELLO E' PER SEMPRE


Un grande anello stradale consentirà di bypassare il centro, e sarà obbligatorio per tutto il traffico pesante. Tale soluzione consentirà di chiudere agevolmente il centro storico al traffico in occasione di manifestazioni in piazza, raduni, carnevale e feste e processioni religiose.
La zona all’interno del quadrilatero del centro (via roma, treviso,cercariolo e Venezia) sarà gradualmente riqualificata, con interventi pensati attorno alla vivibilità, con ampie zone pedonabili, piazzette, portici, fontane e panchine, tutto pensato per far rivivere il borgo, con un’occhio di riguardo all’abbattimento delle barriere architettoniche, nel quale rifioriranno locali e piccole botteghe.
Il quadro viario rasente il centro sarà interdetto al traffico pesante e un sistema di telecamere veglierà sul rispetto di tale norma. Ogni nuova strada ed ogni vecchia strada che porti al centro sarà dotata di pista ciclabile non più realizzata in betonelle, ma asfaltata o in cemento colorato, dato che spesso i ciclisti evitano le piste in betonelle che provocano fastidiosi e continui sobbalzi.
Tutti i passaggi pedonali e ciclabili saranno muniti di segnalazione luminosa ed illuminazione rigorosamente alimentate da piccoli pannelli fotovoltaici.
Le aiuole di ingresso al paese e l’interno delle 5 rotonde saranno munite di fontane e fiori, con messaggio di benvenuto a “Scorzè città dell’acqua”.

4) TERMAE SCORZADIS IMPIANTO POLIVALENTE

IMPIANTO POLIVALENTE SPORT CULTURA BENESSERE


Di grande importanza per Scorzè sarà la realizzazione del centro polifunzionale “termae Scorzadis”, sviluppato su un’ area di 60.000 mq e in grado di ospitare una serie di impianti e servizi di alto livello che si svilupperanno attorno allo stabilimento termale e centro benessere.
Sarà previsto un impianto di piscine coperte e scoperte con corsi di nuoto, acquagym, rieducazione motoria, ginnastica per anziani, nuoto libero, palestra fitness, saune, massaggi, un altro modulo ospiterà il poliambulatorio, il centro sosta ambulanza 118, .erboristeria e centro estetico; in un modulo confinante sarà realizzato il palazzetto dello sport ed un centro congressi, all’esterno campi da calcetto, beach volley, bocce su sabbia, area bimbi, gazebo e panchine con servizio di ristoro bar e ristorante, un terzo modulo ospiterà il bed&breakfast con camere e servizio colazione per atleti e villeggianti.
Il parcheggio (erba e griglie) sarà piantumato ed ombreggiato, la zona piscine ed il grande parcheggio potranno ospitare spettacoli musicali, sfilate o altre manifestazioni.


Scorzè città dell’acqua… centro salute e termale magari con il coinvolgimento di S. Benedetto spa… ottimo biglietto da visita per l’azienda, ancora meglio per il paese. Oltre 200 posti di lavoro e servizi ai massimi livelli.

3) SCORZE': STRUTTURA RICETTIVA SULLA VIA DI VENEZIA

TRASFORMIAMO IN VANTAGGIO LA NOSTRA DANNAZIONE: IL TRAFFICO.


Il nuovo volto di Scorzè potrebbe trarre enormi vantaggi anche dalla sua collocazione strategica a due passi da Venezia e vicino a Treviso, Castelfranco e Padova, con possibilità di visitare Noale, Asolo, Bassano, Chioggia, colli Euganei e montello in giornata, il fatto di essere facilmente raggiungibile in autostrada data l’imminente apertura del passante, di avere un aeroporto a pochi minuti, una stazione ferroviaria a cinque chilometri e di essere un paese ben collegato alle città con autobus di linea fa di Scorzè una sede ideale sulla quale investire in servizi: data la molteplice varietà del turismo su Venezia e province limitrofe, anche i servizi al turismo saranno sviluppati a 360°, dal bed&breakfast fonte di reddito alle famiglie, alla pensione fino ad arrivare al grandhotel, che proprio in virtù della posizione logistica, del minor costo di gestione e del miglior servizio dei trasporti, potranno offrire un ottimo servizio a costi decisamente più contenuti di quelli praticati in laguna. Quindi avremo un turismo pendolare, in partenza al mattino per raggiungere le destinazioni d’arte e cultura, e di ritorno in serata, con immancabile passeggiata in centro, cena nei ristoranti del paese, acquisti di beni e souvenir in paese, che vedrà l’economia rinascere ed il commercio farsi diversificato e propositivo

2) SCORZE' 2014 ... SOGNO REALIZZABILE

TORNO DA UN VIAGGIO NEL TEMPO......


C’era, in un futuro non troppo lontano, un paese bellissimo, un paese tranquillo, con belle case, tanto verde, strade sicure, un centro curato elegante e vivibile ed una infinità di persone che lo visitavano periodicamente.
Non era un paese famoso, non aveva monti, mari o laghi, non c’erano castelli, rovine o piramidi… ma era il paese dell’acqua, che faceva magnifica mostra di se sgorgando fresca da decine di meravigliose fontane progettate da noti architetti e donate al paese da aziende ed operatori economici, era il paese della cortesia, della buona tavola e dei servizi turistici offerti con sapienza a due passi dalla città più bella del mondo: Venezia, e sulla direttrice per le montagne e per il centro Europa.
Qualcuno aveva capito che le uniche certezze erano: l’acqua, la vicinanza con Venezia, la ricchezza dei raccolti pregiati e quindi la gastronomia…. Ergo: se vogliamo far prosperare l’economia dobbiamo sfruttare il passaggio di turisti, trattenerli in paese con servizi e commercio e manifestazioni, e farli spendere sul territorio.
Era un paese situato nel posto ideale per usufruire di tali risorse, anche se per anni le aveva passivamente subite, a cominciare dal traffico di passaggio.
E, come d’incanto, Scorzè si era svegliato, ed era diventato cigno, esempio di bellezza, efficienza e benessere ed anche nell’aspetto ricordava famosi luoghi di villeggiatura e prestigiosi paesi termali famosi nel mondo.
Dopo anni di banale esistenza, si stava passando da un passato di paese-dormitorio alla fase di paese-al-risveglio per divenire conseguentemente paese-modello. La vita scorreva placida tra le viuzze, le piazze e le fontane del paese rinato, e la cittadinanza usciva volentieri la sera, conversava e discuteva in una ritrovata vita sociale e civica, in una costruttiva e fattiva partecipazione alla vita amministrativa, consigliando e chiedendo le cose più disparate, arricchendo di iniziative e idee lo scorrere dei giorni.
Molto era stato fatto per i giovani, seguiti fin dai primi vagiti oltre che dai genitori anche da apposite strutture e dalla cittadinanza tutta, finalmente consapevole che il benessere di ognuno è un patrimonio di tutti.
Molti anziani vivevano nel centro del paese e qui trovavano mille iniziative e forme di svago, dalle gite alle sale lettura, dalle panchine del parco al rendersi utili nelle numerose attività di volontariato in comune, biblioteca, scuole e associazioni sportive.
Attorno al piccolo centro si erano sviluppate graziose zone residenziali curate e vivibili, piene di verde e spazi aperti, comodi parcheggi e panchine per sostare sotto l'ombra di grandi alberi; piccole botteghe fiorivano qua e là per garantire la spesa a tutti coloro che non volessero recarsi nei lontani centri commerciali; in pochi ormai usavano l’automobile dato che da ogni punto del paese si poteva raggiungere il centro a piedi o in bicicletta percorrendo comodi marciapiedi e ampie piste ciclabili che mettevano al sicuro dal traffico delle strade e si vedevano piccole frotte di bambini andare a scuola da soli in piena sicurezza, come solo i nonni ormai ricordavano; da anni, comunque, il traffico era stato deviato dal centro e percorreva un veloce e comodo anello stradale che si snodava attorno al paese dando cosi al centro nuova vita, aria pulita da respirare e ritrovata sicurezza. Tutta la zona centrale, inoltre, diveniva pedonale ogni fine settimana e la sera gli abitanti lasciavano a casa le automobili e passeggiavano nel grande quadrato del centro dove vecchi palazzi e dimenticate catapecchie avevano ceduto il posto ad eleganti palazzine ed alle vetrine di accorti piccoli commercianti, creando così un agglomerato di botteghe e negozi col sapore di borgo antico, di paese vivo e vivibile, quasi da piccolo centro di villeggiatura.
E per qualcuno Scorzè era proprio un centro di vacanza, almeno per gli ospiti della rinomata casa di riposo e per gli ospiti del grande centro Termae Scorzadis, meraviglioso e modernissimo impianto termale che tanto lustro dava alla collettività, situato a due passi dal centro salute e polisportivo che da anni era divenuto punto d’incontro per atleti e famiglie i quali, dopo giornate di agonismo o di cure termali si riversavano in centro la sera a fare shopping e a bere qualcosa. Altrettanto rilassante era il piccolo borgo per i numerosi turisti che la sera tornavano nelle nuove strutture alberghiere dopo aver trascorso la giornata tra le bellezze di Venezia, scegliendo di alloggiare in moderni hotels con tutti i vantaggi economici e logistici della terraferma, e trascorrendo le ore serali in un paese accogliente e ricco di negozi dove fare acquisti, e di locali dove assaggiare le specialità gastronomiche locali: radicchio, asparagi, pomodori e fragole servite dei numerosi e qualificati ristoranti del territorio.
Il turismo di qualità era divenuto ricchezza per tutti gli operatori, e quindi per la collettività: turismo di passaggio, turismo sportivo, turismo gastronomico e turismo stanziale attratto da centri salute e stazione termale portavano a Scorzè risorse e lavoro per attività e indotto.
Ordine e pulizia erano il biglietto da visita del piccolo centro, con grandi oasi per la raccolta differenziata dei rifiuti intesi ormai come ricchezza da utilizzare, e con un prestigioso e pulitissimo termovalorizzatore sorto in zona industriale, atto a smaltire i rifiuti non riciclabili del paese e dei paesi limitrofi, assicurando alla comunità un reddito sicuro che si traduceva in azzeramento della spesa per la raccolta in passato annoso fastidio per tutti i residenti.
La vecchia casa comunale, restaurata e modernizzata era in grado di fornire documenti in tempo reale a qualsiasi orario dato che tutti gli archivii erano stati trasferiti su memorie informatiche e si erano annullati i tempi di attesa ai vari sportelli, sostituiti in parte da finestre automatiche in grado di sfornare certificati di vario tipo a chiunque introducesse la nuova carta d’identità formato tessera elettronica.
Una grande bacheca illustrava programmi e iniziative previste da amministrazione e gruppi vari e una cassetta gialla simile a quelle postali era destinata alle idee ed ai suggerimenti dei singoli cittadini per migliorare i servizi e limitare gli sprechi; le idee migliori venivano pubblicate sul giornale comunale e, dopo essere state attuate davano diritto ad un riconoscimento o ad un premio in denaro calcolato in percentuale su quanto fatto risparmiare alla collettività.
Questo bellissimo paese era raggiungibile in autobus dalle principali città o in automobile, la quale poteva essere lasciata in appositi parcheggi per poi proseguire a piedi o servendosi di una delle tante biciclette gialle con cestino messe a disposizione dall’amministrazione per tutti coloro che avessero avuto fretta.
Durante i fine settimana si moltiplicavano in centro serate dedicate alla musica o all’arte, al ballo e ai saggi di ginnastica. Bambini e genitori si muovevano a piedi subito dopo cena per scendere in piazza e godere del fresco dei giardini, della suggestione delle numerose fontane illuminate e della compagnia di quanti, come loro, fossero in piazza a passeggiare.
All’esterno del grande anello circonvallatorio si sviluppavano organizzate zone artigianali e industriali e da anni un camion non entrava in paese ed i mezzi pesanti dei residenti venivano parcheggiati in apposite aree sorvegliate munite di tutti i servizi le quali si trovavano ai bordi delle statali, ben lontane dal cuore vivo del paese.
All’interno del grande anello era stata realizzata una zona golenale alberata, con laghetti e canneti, con sentieri, aree da picnic, percorsi per biciclette e piazzole di sosta per camper, panchine ombreggiate e barbecue al servizio degli amanti delle scampagnate; parte di tale area fungeva, oltre che da zona di sicurezza nel caso di grandi piogge, anche da polmone verde e difesa per il centro che intanto fioriva sotto le richieste di quanti, innamoratisi del borgo, volevano venire a risiedervi e nuovi villaggi edificati secondo moderni criteri di estetica e sicurezza nascevano attorno al paese vecchio, arricchendo la comunità di nuovi cittadini e bambini, ed il paese di servizi e iniziative.
Il nuovo metodo che regolamentava l’edilizia era risultato vincente: gli impresari lo avevano capito e la popolazione ne traeva tutti i vantaggi; la grossa società immobiliare che aveva costruito il “villaggio delle acacie” aveva donato al paese una moderna piscina pubblica, cosi’ come il centro prove musicali e la nuova caserma dei Carabinieri erano state concordate dai costruttori del “villaggio degli eucalipti”. Anche le numerose fontane, le pavimentazioni delle piazze, le nuove scuole, i nuovi mezzi della protezione civile e i campi sportivi superattrezzati erano frutto della perequazione edilizia e gli assistenti agli anziani e gli assistenti sociali erano retribuiti con gli stessi proventi.
Alcune vecchie tasse erano state abolite o almeno fortemente ridotte: l’ici era stata azzerata per le prime case fino a 100 metri quadri o nel caso in cui l’interessato garantisse la pulizia, sfalcio e manutenzione dello scoperto pubblico o pezzo di “riva” di fronte alla propria abitazione; anche la tassa sui lumi cimiteriali era stata abolita da quando vigeva l’obbligo di costruire i tetti delle chiesette in pannelli al silicio i quali alimentavano ognuno gratuitamente altre cinquanta tombe. Tutti i lampioni e l’illuminazione degli edifici pubblici erano alimentati in buona parte dall’energia solare e tutte le sorgenti luminose erano rigorosamente munite di lampade a basso consumo.
Ogni cittadino che ne avesse avuto voglia, e si trattava di centinaia di persone, dedicava un giorno all’anno al proprio paese, rendendosi utile e producendo una tale forza lavoro da poter eseguire tutti quei lavoretti di manutenzione, pulizia dei parchi, sistemazione archivii, dipintura recinzioni e quant’altro che serebbero risultati dispendiosi per la comunità o sarebbero rimasti incompiuti per mancanza di fondi e tempo, numerosissimi i pensionati (e non solo) che si rendevano disponibili per questa attività al servizio del proprio paese, certi di essere utili, attivi e vezzeggiati dalle varie associazioni che mettevano a loro disposizione aree, ristoro ed attività di ogni genere: culturali e di svago, dal corso d’arte quello di golf…
In appositi spazi verdi poi, ogni privato cittadino poteva mettere a dimora e curare una pianta o addirittura una aiuola soddisfacendo così il proprio pollice verde e contribuendo di fatto a rendere il paese sempre migliore; vicino ad ogni pianta una azienda locale aveva collocato una targa con il nome della pianta stessa in latino ed il nome comune, l’anno di piantumazione, il nome del donatore-coltivatore ed il proprio logo, trasformando tutta l’area in un prestigioso giardino botanico sempre più ricco e utile sia alle scolaresche in visita, sia a tutti gli amanti del verde.
Nei lunghi pomeriggi invernali e nei giorni di maltempo, quando non si fosse potuto godere delle aree verdi, o in qualsiasi altro momento, gli abitanti ed i turisti visitavano i padiglioni dell’expo permanente i cui locali occupavano parte della piazza delle feste, con bagni stabili e cucine fisse, di proprietà del comune e date in gestione volta per volta ai vari enti organizzatori, che accorrevano anche dai paesi vicini riconosciuta la bontà dell’iniziativa. Ecco quindi susseguirsi una lunga serie di manifestazioni e raduni, dal meeting delle Lambretta agli incontri enologici; dalla festa del liscio a quella del dolce fatto in casa.
Il paese si arricchiva a vista d’occhio dato che la miriade di nuove attività e relativo indotto portavano benessere a tutti, benessere economico e qualità dei servizi.
La coscienza dei residenti era molto cambiata negli ultimi anni ed era nata una nuova cultura di “paese come casa propria”, con quel senso di appartenenza ad un team che contraddistingue le squadre vincenti. Il patrimonio del centro, alla luce di questa ritrovata sensibilità, era veramente un bene di tutti, curato rispettato e coccolato.
L’amministrazione locale già da tempo non inviava più ai propri concittadini manualetti su come riciclare i rifiuti, o come aderire ad iniziative educative o di protezione civile, di supporto agli anziani o di volontariato… erano tutte cose entrate ormai stabilmente nelle coscienze di ognuno ed ognuno si sentiva parte di una grande macchina perfetta resa tale anche dal proprio contributo.
Gli abitanti erano orgogliosi di vivere in detto paese e lo dimostravano ogni giorno con mille piccole cose: il comune piantava fiori nelle aiuole? Gli abitanti adornavano finestre e balconi con fiori ancora più belli; il comune incoraggiava la raccolta differenziata? I cittadini divenivano ancora più attenti nel dividere e riciclare.
Essere orgogliosi componenti di un grande paese finalmente diverso, moderno ed organizzato meglio di qualsiasi altro era il vanto di tutti i cittadini ed avevano ragione perché avevano capito che il benessere di ognuno dipende dal lavoro sinergico di tutti, e non dalle lotte tra lobbies o partiti, ma dalla coscienza di persone serie e pulite, non importa di quale fede o colore.

1) SCORZE' PAESE D'ACQUA, MOTORI E SAPORI

LA SCOMMESSA


puo' un paese trafficato, stanco, sonnacchioso e rassegnato cambiare destino completamente?
e in che direzione? e a chi spetta cambiare? cosa facciamo noi cittadini oltre a lamentarci o a prendere atto delle scelte altrui? e cosa facciamo per proporre alternative o idee migliori?


ho fatto un sogno, ho sognato un viaggio fuori dal tempo, ed al mio ritorno il mio paese era cambiato totalmente.... un incubo al contrario.... paurosamente bello.


spezzetterò il sogno in piccoli argomenti, ed a ogni argomento vorrei si aggiungessero idee, proposte e mille tasselli. forse il mio sogno è anche quello di qualcun altro, forse non sono solo, forse il mio sogno può migliorare mescolandosi ad altri sogni.....


ed il risultato sarà una ricetta, una cura, un sistema, un metodo... ed una volta definito il metodo cerchiamo di lavorarci sopra, e forse il sogno non sarà più tale.

Scorzè può e vuole cambiare, decidiamo come.